Sviluppo manageriale: assessment e coaching per la leadership

Sviluppo manageriale: assessment e coaching per la leadership
Articolo gen 09, 2026 Meno di un minuto
  • Sviluppo dei talenti
  • Team management

Sviluppo manageriale nel lavoro ibrido

Guidare i team nel lavoro ibrido: dal controllo alla fiducia

Il lavoro ibrido non è più una possibilità, ma una realtà consolidata. Per manager e HR questo significa ripensare il modo di guidare le persone, coniugando presenza fisica e remoto per costruire team capaci di collaborare efficacemente, sia in presenza che a distanza.

Come evidenziato nel nostro white paper sul management, il ruolo del manager evolve da una gestione basata sul controllo a una leadership attenta, orientata alla cura del team e alla fiducia. Un cambiamento che non è solo culturale, ma profondamente operativo, perché incide su decisioni, comportamenti e modalità di relazione quotidiane.
Studi recenti ed esperienze di manager come Julien Lever, Direttore Generale del gruppo Julhiet Sterwen, mostrano come le competenze chiave oggi includano agilità e gestione delle trasformazioni.
Secondo Manageritalia, i leader, in un mondo del lavoro ibrido, hanno bisogno di sviluppare empatia, capacità comunicative rafforzate e promozione di una cultura aziendale solida anche fuori dagli spazi tradizionali, se l’azienda vuole evitare disimpegno e turnover elevato nel personale.
Assessment, bilanci di competenze e strumenti psicometrici diventano essenziali per sostenere manager e team nel lungo periodo.


Dal bilancio di competenze all’assessment manageriale

Misurare il potenziale manageriale, per decisioni HR basate sui dati.

La carenza di competenze manageriali sta diventando un freno alla competitività e al cambiamento. È quanto sostiene Manageritalia sottolineando l’urgenza di strumenti affidabili per la loro misurazione e sviluppo.

Il primo passo è oggettivare la valutazione manageriale, per evitare giudizi soggettivi e scoprire talenti che altrimenti resterebbero sconosciuti. 

I bilanci di competenze e gli assessment scientifici consentono di comprendere non solo ciò che un manager sa fare oggi, ma qual è il suo potenziale come leader, con beneficio per il raggiungimento degli obiettivi aziendali.

Il modello Manage-R analizza le 9 competenze chiave di un manager suddivise in tre aree operative: Team, Organizzazione e Cambiamento.

Un assessment che unisce test psicometrici, report personalizzati e colloqui strutturati, per migliorare il processo delle decisioni HR e progettare percorsi di carriera su misura.

E permette di comprendere lo stile di leadership della persona, offrendo indicazioni pratiche per la sua crescita.

Sviluppo manageriale: dalla crescita individuale alla leadership

Potenzia competenze e leadership con percorsi diversificati per ogni livello

Lo sviluppo manageriale deve essere un lavoro “sartoriale”, realizzato sui diversi livelli di responsabilità: non esistono soluzioni “taglia unica”.

Le esigenze, le competenze da sviluppare e le leve di crescita cambiano profondamente a seconda della fase di carriera e del ruolo organizzativo.

  • Per gli Young Talent (o High Flyers), laboratori esperienziali come il Leading Team Lab, in gruppi interaziendali o intraziendali, aiutano a far emergere la leadership individuale, offrendo strumenti per comprendere team, dinamiche relazionali e processi decisionali, e costruire consapevolezza di sé e delle proprie risorse.
  • Per gli Executive e C Level, chiamati a gestire e costruire team consapevoli e adattivi, il percorso Team Booster va oltre il classico team building, e si concentra sulla performance collettiva, analizzando dinamiche comportamentali e soft skill come fiducia, comunicazione e coordinamento.

Studi evidenziano l’importanza di programmi strutturati di sviluppo per la leadership: ad esempio, Harvard Business Review sottolinea che l’analisi delle competenze, il coaching mirato e l’assessment continuo sono i pilastri che distinguono i leader efficaci da coloro che non lo sono.

Percorsi di sviluppo su misura: Young Talent, Middle Management, Executive

  • 01.

    Young Talent: identificare e far crescere i manager del futuro.

    Per identificare e valorizzare i giovani talenti, gli High Potentials destinati a diventare manager, è essenziale combinare modelli di competenze strutturati con strumenti di assessment, che vadano oltre le performance osservabili. I test psicometrici e cognitivi aiutano a delineare motivazioni, comportamenti e potenziale, offrendo una “radiografia” oggettiva che supporta HR e formatori nella costruzione di percorsi personalizzati. 

    Giovanni Rigon, coordinatore della Commissione Orientamento e Placement presso i Collegi di Merito, sottolinea come questi strumenti siano determinanti per analizzare attitudini e competenze trasversali negli studenti, permettendo di orientare efficacemente lo sviluppo dei talenti emergenti, anche verso una carriera manageriale. 

    Accanto all’assessment, percorsi cross-funzionali, opportunità di progetti internazionali e coaching mirato accelerano la crescita personale e professionale, preparando i giovani alla complessità dei ruoli manageriali. 

    Le ricerche di Deloitte Insights mostrano come la Gen Z e i Millennial valorizzino learning e sviluppo continuo, con programmi di mentoring e training, percepiti come interesse da parte dell’azienda di investire su di loro, come volontà di coinvolgere e trattenere i talenti nell’organizzazione. 

  • 02.

    Manager operativi e middle management: sviluppare competenze critiche e performance collettiva.

    Nel middle management, il confronto tra pari e lo sviluppo esperienziale rappresentano strumenti fondamentali per consolidare competenze critiche come delega, influenza, change management, comunicazione. Percorsi come il Leading Team Lab offrono laboratori esperienziali di leadership, fornendo una “scatola degli attrezzi” per coordinare gruppi e ottimizzare processi. 

    A proposito di gruppi, nella gestione dei team l’approccio Team Booster trasforma le soft skill individuali in competenze collettive, incrementando l’efficacia operativa dei team funzionali. Come sottolinea Maria Cecchin, Team Coach presso PerformanSe, «Un team non si improvvisa. Si costruisce, con metodo».

    Studi McKinsey evidenziano che team che hanno sviluppato forte intelligenza collettiva raggiungono risultati superiori e gestiscono meglio il cambiamento, e hanno un maggiore engagement e performance durature anche in contesti complessi.

  • 03.

    Executive e C-level: governare insieme la complessità.

    Nei ruoli Executive e C-level la sfida non è l’eccellenza individuale, ma la capacità del top management di agire come sistema di leadership integrato, allineando visione, decisioni e stili di guida. 

    Come sottolinea Maria Cecchin, Team Coach e Trainer presso PerformanSe, «un team non è la somma delle singole persone, ma una dinamica». La qualità delle interazioni è tra i decisori che determina l’efficacia di un gruppo di lavoro. 

    Il modello Team Booster consente di comprendere come le differenze di profilo, personalità e comportamenti producano sinergie, tensioni o zone cieche, che incidono direttamente sui risultati. L’analisi degli 8 fattori della performance collettiva - Agilità, Relazioni interpersonali, Gestione del team, Coordinamento, Decisione, Comunicazione, Monitoraggio e feedback e Condivisione delle conoscenze – permette di leggere i punti di forza e le aree di miglioramento su cui lavorare. 

    Questo approccio è coerente con una cultura aziendale matura, in cui fiducia, responsabilità e coerenza tra valori e comportamenti sono leve di gestione. 

    Le competenze chiave come innovazione e change management trovano una base operativa anche nel modello Manage-R, che individua tra le 9 competenze manageriali la capacità di avviare, tradurre e sostenere il cambiamento nei contesti complessi. 

    Anche Manageritalia evidenzia come oggi i vertici debbano agire non solo come decisori, ma come architetti della trasformazione organizzativa

Perché investire nello sviluppo manageriale?

Dallo sviluppo dei manager al valore per l’azienda

Costruire una cultura manageriale significa andare oltre la formazione episodica e agire sulle leve strutturali che sostengono engagement, leadership e performance collettiva.
Anche la ricerca internazionale conferma che l’efficacia dei manager è uno dei principali fattori di coinvolgimento e di continuità organizzativa, come pubblicato da Harvard Business Review.
Investire sui manager favorisce una leadership più efficace e motivante, maggiore engagement dei collaboratori, la retention dei talenti, una cultura organizzativa più solida e migliori risultati collettivi.
Il management è il punto di connessione tra strategia, persone e quotidianità operativa. Per questo lo sviluppo manageriale non deve essere un’iniziativa isolata, ma un pilastro per la sostenibilità dell’impresa, capace di tenere insieme strategia, persone e quotidianità operativa.

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