Orienta l’offerta formativa, supporta la crescita nella comunità.
Laura ci racconta come l’utilizzo di uno strumento di assessment psicometrico come Echo faccia la differenza in un Collegio di Merito, una residenza universitaria molto speciale, che offre a propri allievi servizi integrati legati all’abitare, allo sviluppo delle soft skill e all’esercizio delle competenze trasversali nell’esperienza di vita di comunità.
Echo è un valido alleato nel rispondere alle necessità di studenti e studentesse: grazie ai dati scientifici contenuti nel report, si possono orientare gli studenti e le studentesse con maggiore consapevolezza all’interno dell’offerta formativa, e rispondere al loro bisogno di sviluppo individuale e di crescita all’interno della comunità.
Cos’è il Collegio Einaudi?
Il Collegio Einaudi è un collegio universitario che ha da poco spento ben 90 candeline!
Nel 1935, grazie all’iniziativa del professor Renato Einaudi, l’ente nacque per offrire agli studenti meritevoli, ma privi di mezzi, un ambiente di studio laico e stimolante. Nel corso dei decenni, l'istituzione ha consolidato la propria identità come luogo di vita e di formazione, ospitando giovani pieni di talento, destinati a diventare figure di spicco nel panorama italiano, e non solo. Tra i suoi allievi: lo scrittore e filosofo Umberto Eco, il germanista Claudio Magris e lo psichiatra Annibale Crosignani.
Intitolato formalmente al suo fondatore nel 1976, il Collegio ha intrapreso un percorso di accreditamento, fino ad arrivare al riconoscimento ufficiale da parte del Ministero dell'Università e della Ricerca come Collegio di Merito.
Questa evoluzione ha progressivamente trasformato e arricchito i servizi legati alla residenzialità universitaria, integrando il potenziamento delle proprie competenze trasversali e il loro continuo esercizio nella vita di comunità, per guidare gli studenti verso le loro attuali e future responsabilità di cittadini e professionisti attenti a sé, agli altri e al mondo.
Qual è oggi il tuo ruolo al Collegio?
Attualmente ricopro il ruolo di Training and Community Life Director, e ho il privilegio di potermi dedicare ogni giorno alla regia progettuale dei servizi di formazione e vita di comunità, che rendono l’esperienza del Collegio Einaudi un fattore di crescita e sviluppo per tutti coloro che scelgono di farne parte.
Obiettivo ultimo della nostra realtà è fare in modo che ognuno, al termine del proprio percorso in Collegio, non solo abbia perseguito ambiziosi obiettivi accademici, ma che sia riuscito ad alimentare e mantenere vivi i propri obiettivi personali e professionali, facendo di loro dei cittadini capaci di lasciare un segno nel mondo.
Creo le condizioni affinché i nostri studenti maturino, e si esprimano secondo le proprie aspirazioni personali.
E la Laura del passato? So che sei stata anche tu una studentessa del Collegio. Come ti sei sentita nel ritornare in una veste diversa?
Non avrei mai immaginato di tornare in Collegio come professionista! La vita e i suoi intrecci mi hanno saputa sorprendere. Sono stata allieva del Collegio nel corso dei miei studi universitari, e ricordo quegli anni come uno dei momenti più significativi della mia esperienza. La convinzione con cui esercito oggi il mio ruolo in Fondazione è alimentata anche da quella esperienza vissuta in prima persona, e di cui ho potuto apprezzare il potenziale trasformativo e di crescita.
Il senso del mio lavoro qui al Collegio vive di un’energia speciale, alla ricerca di innovazioni continue nei servizi che offriamo e, allo stesso tempo, affondando le radici nella solida evidenza di impatto positivo che, da generazioni, abbiamo sulle persone che ci incontrano.
Raccontaci di più di questa “Esperienza Einaudi”.
L'Esperienza Einaudi si configura come l’ecosistema di crescita, per usare le parole di Jean-Luc Nancy, di un essere singolare-plurale: uno studente universitario che entra in contatto con le esistenze singole-plurali dei propri pari e dello staff della residenza, in una dimensione di arricchimento di sé. Che, da un lato, poggia su attività strutturate legate all’offerta formativa, dall’altro sulle relazioni spontanee che si creano vivendo negli spazi comuni (cucine, sale studio, aree relax, palestre etc.). Vivere in un Collegio come il nostro è un’esperienza di cittadinanza attiva e consapevole.
Oltre all’offerta formativa, disegnata per fornire quelle competenze trasversali e critiche necessarie a interpretare la complessità del proprio presente, il Collegio sostiene lo sviluppo individuale attraverso percorsi di coaching, permettendo a ogni allievo di esplorare le proprie attitudini e di maturare una più ampia consapevolezza di sé. Questo equipaggiamento di competenze soft trova poi la sua naturale applicazione, e si arricchisce, nella vita di comunità, dove il confronto quotidiano e la gestione degli spazi comuni educano alla responsabilità, all'empatia e al rispetto delle diversità.
L'obiettivo ultimo è la preparazione alle responsabilità dell’essere cittadini: individuo che non esprimono solamente competenza e professionalità, ma che siano persone dotate di senso etico e capaci di contribuire al “bene comune” con integrità e spirito critico.
Ora che abbiamo un quadro più preciso dell’universo Einaudi, ti va di raccontarci come viene implementato il questionario Echo nei vostri servizi?
Siamo entrati in contatto con PerformanSe dopo un’attenta valutazione delle opportunità offerte dal mercato, individuando interessanti potenzialità di utilizzo, pur trattandosi di uno strumento più utilizzato da realtà aziendali strutturate, che da organizzazioni di piccole dimensioni come la nostra. Il questionario Echo è funzionale anche per gli obiettivi che la nostra Fondazione persegue in ambito di sviluppo e crescita dei nostri studenti e studentesse, a dimostrazione delle connessioni esistenti tra il lavoro di formazione e sviluppo presso il Collegio Einaudi e le esperienze che questi giovani saranno chiamati ad affrontare, con competenza, nei loro futuri contesti professionali.
Per rispondere alla domanda, serve prima un rapido approfondimento sulle caratteristiche del modello di ammissione al Collegio Einaudi. L’ammissione in un Collegio di Merito si basa, in buona parte, sui risultati raggiunti dai ragazzi al termine della scuola secondaria superiore, o durante gli anni universitari.
Il concetto di “merito” è qualcosa su cui ci interroghiamo da tempo, con l’obiettivo di integrare anche dimensioni che restituiscano una fotografia approfondita della persona, comprese attitudini e preferenze comportamentali, elementi chiave per la vita di Collegio.
Un significato di Merito che comprende non solo ciò che si è raggiunto (il risultato scolastico/accademico), ma anche ciò che si potrà diventare come persone e professionisti. Il merito per noi non è un privilegio statico e aritmetico da esibire, ma una responsabilità più ampia verso la comunità, capace di trasformare il talento individuale in una risorsa collettiva.
Il questionario Echo assume un ruolo nella fase di ammissione in Collegio, perché è uno strumento scientifico e affidabile capace di fornire indicazioni circa preferenze comportamentali, attitudini e competenze trasversali possedute dai candidati.
Queste informazioni giocano un ruolo fondamentale anche nel definire il fabbisogno formativo verso cui orientare la nostra offerta.
In che senso?
I questionari ci restituiscono un’istantanea della popolazione studentesca, e rappresentano una tra le fonti di informazioni che utilizziamo per mappare il fabbisogno formativo: dati preziosi, su cui la progettazione formativa del Collegio lavora nell’immediato futuro.
Tramite i nostri processi interni, mappiamo il fabbisogno degli studenti e progettiamo percorsi formativi su specifiche competenze trasversali che necessitano di essere rinforzate.
La situazione che descrivi può essere dinamica? La comunità Einaudi può manifestare bisogni diversi in momenti diversi?
La popolazione studentesca è dinamica per definizione e si rinnova continuamente con l’ingresso di nuove ‘matricole’. Oltre a questo, per ogni persona, nel corso degli anni, il fabbisogno relativo al possesso e all’esercizio delle competenze trasversali muta andando incontro a variazioni, talvolta anche molto significative.
Il ciclo di vita medio di un nostro studente/essa in Collegio è di circa 3 anni, e questo arco temporale ci consente di fare delle valutazioni sul medio periodo:
Echo ci è utile anche come strumento di accompagnamento e di consapevolezza, che supporta, nel tempo, lo sviluppo e la crescita individuale.
Echo viene utilizzato in fase di ammissione e di analisi del fabbisogno: entrambi momenti iniziali dell’Esperienza Einaudi. Viene utilizzato anche nelle fasi successive?
Sì. La compilazione del questionario viene riproposta agli studenti anche in altri momenti del loro “ciclo di vita” presso le nostre residenze, in particolare in occasione di attività che proponiamo per aiutarli a valorizzare le loro risorse personali, e a orientarsi con maggiore consapevolezza verso specifici obiettivi futuri.
Grazie a incontri dedicati, gli studenti possono riflettere su sé stessi, chiarire i propri obiettivi e collegarli ai framework europei delle competenze, per poi tradurli in un piano di azione concreto e personalizzato.
In questo modo, ogni percorso diventa un’occasione unica per imparare a conoscersi meglio, mettere a fuoco le proprie risorse e affrontare nuove sfide, anche con il supporto del report di Echo.
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