A chi non conosce gli strumenti, consiglierei di provarli personalmente: fare un proprio percorso di valutazione è il modo migliore per acquisire fiducia nello strumento. E, per la mia esperienza, una volta provato e implementato, difficilmente si torna indietro, perché il valore aggiunto che porta nell’organizzazione è veramente alto. Gli strumenti sono dei “facilitatori” nell’affrontare certe tematiche con le persone interessate: quando ci si deve confrontare sulle aree di attenzione, è più efficace se lo si fa nella posizione di un’azienda che ha intrapreso un percorso e ha coinvolto il collaboratore in un processo di assessment. Acquista credibilità, perché non si tratta di un’opinione personale, si tratta di caratteristiche emerse dal report dello strumento. Si può decidere di far certificare all’uso degli strumenti delle persone interne all’organizzazione per poi gestire il processo autonomamente, ma ci si può anche avvalere del supporto di coach esterni, nell’eventualità di situazioni più complesse da gestire: credo che questa flessibilità sia molto vantaggiosa. Ma una cosa a cui prestare molta attenzione è a quali colleghi mostrare i report, con chi condividerli: chi non è competente in materia, può arrivare a fare considerazioni e formulare giudizi controproducenti per il collaboratore. Vorrei concludere con tre incoraggiamenti che sono diventati la mia filosofia:
#behuman: sii un manager attento alle esigenze dell’azienda ma non perdere mai di vista le persone
#bedigital: liberati dai vecchi schemi e orientati al digitale
#bedynamic: sii disposto a cambiare