Il team building non è un gioco, è una competenza.

Il team building non è un gioco, è una competenza.
Articolo nov 27, 2025 4 minuti
  • Team management
PerformanSe Italia

Il team building è una competenza. E si allena con le soft skill.

Dal team building “evento” al team building “competenza”.

Cosa vale di più per il tuo team? Una giornata di brindisi e risate che si conclude lì, o un nuovo modo di lavorare che resta nel tempo?

Per anni il team building è stato sinonimo di esperienze piacevoli, di giornate dedicate alla leggerezza e alla condivisione. Belle. Ma spesso inutili.
L’entusiasmo si esaurisce nel giro di poche ore e il giorno dopo tutto torna come prima: nessun cambiamento, nessuna crescita reale.

Le organizzazioni hanno bisogno di qualcosa in più. Servono strumenti ed esperienze che aiutino a sviluppare le competenze trasversali del team, a migliorare le dinamiche relazionali e rafforzare la performance collettiva.
In questo contesto, le soft skill non sono più soltanto qualità individuali, ma motori dei processi di gruppo: decisione, comunicazione, collaborazione, gestione delle tensioni, condivisione delle conoscenze.

Come ricorda Maria Cecchin, Team Coach e Trainer presso PerformanSe:

“Un team non si improvvisa. Si costruisce, con metodo.”

Gli 8 fattori chiave della performance collettiva.

Gli 8 fattori chiave della performance collettiva: la base di ogni team building efficace.

Un team building utile è quello che lavora sulle dinamiche profonde del gruppo e non solo sulla coesione superficiale.

È su questa convinzione che nasce il modello Team Booster, basato sugli 8 fattori chiave della performance collettiva, ciascuno dei quali si collega a specifiche soft skill individuali. La combinazione delle skill individuali dei membri restituisce il profilo di competenze del team, come un organismo che ha una propria identità.

Gli 8 fattori, con gli indicatori comportamentali o “soft skill” che li contraddistinguono, sono:

  1. agilità: assertività, serenità, ingegnosità, engagement collettivo
  2. relazioni interpersonali: espressività, ascolto, direttività, cooperazione
  3. gestione del team: ingegnosità, engagement collettivo, perseveranza, metodo
  4. coordinamento: serenità, ingegnosità, engagement collettivo, perseveranza, metodo
  5. decisione: assertività, serenità, engagement collettivo, direttività
  6. comunicazione: espressività, ingegnosità, ascolto, direttività
  7. monitoraggio e feedback: serenità, perseveranza, cooperazione, metodo
  8. condivisione delle conoscenze: espressività, ascolto, direttività, cooperazione

Lavorare su questi ambiti significa allenare le competenze che trasformano un gruppo di professionisti in un team capace di raggiungere risultati.

Dalle soft skill individuali ai processi di team: un’influenza reciproca.

Gli indicatori comportamentali.

Ogni indicatore comportamentale individuale influenza direttamente, in positivo o in negativo, le dinamiche collettive.

È fondamentale comprendere che il profilo di competenza del team è un aggregato: quando un team mostra carenza su un indicatore, non significa che nessun membro possieda quella competenza, ma che la somma delle risorse presenti non è sufficiente per far funzionare bene il gruppo.

L'influenza delle soft skill può essere sia positiva che negativa:

  • 01.

    Direttività e tensione:

    un eccessivo livello di direttività in alcuni membri può generare squilibri e impatti negativi sulle relazioni interpersonali.

  • 02.

    Espressività e fluidità:

    al contrario, un’elevata espressività (indicatore di scambio) contribuisce positivamente a migliorare la qualità della comunicazione e la condivisione delle conoscenze all’interno del team.

  • 03.

    Perseveranza e rigore:

    se qualche persona nel team fatica nella perseveranza, l’intero gruppo può mostrare difficoltà nel coordinamento e nel monitoraggio delle attività a lungo termine.

Casi studio: le sfide degli indicatori comportamentali nei team.

Esempi di realtà aziendali.

Maria Cecchin, grazie alla sua ampia esperienza come Team Booster, condivide esempi concreti che illustrano l’impatto degli indicatori comportamentali sul funzionamento di un gruppo.

La sfida centrale: l'indicatore del Metodo.
Da anni, ciò che osserva più spesso riguarda l’indicatore del metodo, sostenuto dalla skill del rigore. Molti team faticano su questo fronte: manca la quantità di rigore e di struttura necessaria per organizzare le attività quotidiane. E quando il metodo manca, di solito prevalgono ingegnosità e creatività. Skill preziose, che però rendono più complessa la gestione operativa, soprattutto nel lungo periodo.

In questi casi, l’intervento di team coaching può procedere in due direzioni:

  1. Integrazione/mobilitazione: integrare o mobilitare persone che portino l’indicatore mancante.
  2. Compensazione strategica: se l’integrazione non è possibile, individuare strategie e strumenti e regole per compensare la mancanza.

Esempio 1: carenza di Metodo e Coordinamento
Un esempio è il lavoro svolto con il team comunicazione di un’azienda del settore finance. Sebbene il gruppo fosse dinamico, espressivo e con una leadership forte, era completamente destrutturato e presentava forti difficoltà nel coordinamento.

Lo smart working veniva gestito senza una programmazione di presenze o turni, mancavano regole condivise, modalità chiare per gestire le riunioni, il tempo e il lavoro comune. L’intervento di coaching è quindi partito dall’obiettivo di imparare a darsi delle regole di gestione, necessarie per lavorare bene insieme nel lungo periodo.

Esempio 2: bassa Espressività e Condivisione delle Conoscenze
All’estremo opposto, il lavoro con un team finance di un’azienda farmaceutica ha rivelato un basso livello di espressività. Ognuno lavorava in autonomia e la condivisione avveniva sporadicamente, complice anche un forte tasso di introversione. Professionisti preparati e concentrati sui propri compiti, ma con difficoltà a immaginare l’utilità di dedicare tempo alla comunicazione interna. In questo caso, è stato proposto un workshop dedicato a sviluppare le competenze comunicative, e a esercitarle concretamente.

L'alleanza con l'analisi comportamentale

Comprendere queste connessioni profonde tra l'individuo e il collettivo è la chiave per agire in modo mirato: quando gli individui lavorano su se stessi e su alcune loro competenze, si ottimizzano le dinamiche collettive e la performance del team nel suo insieme.

È qui che gli assessment predittivi e gli strumenti di analisi comportamentale diventano alleati indispensabili per chi guida persone e gruppi complessi.

Team training efficace e di valore: il metodo Team Booster.

I 4 momenti chiave Il percorso di team training.

Il percorso Team Booster si distingue nettamente da un semplice evento esperienziale. È un vero e proprio team training strutturato e supportato da strumenti scientifici.
Il suo valore consiste nella sua capacità di unire la diagnosi obiettiva sul comportamento del team all’allenamento esperienziale, che consente al gruppo di migliorare la sua modalità operativa.

Il team leader riceve strumenti chiari per leggere le dinamiche di gruppo e attivare processi di crescita reale, mantenendo nel tempo i risultati raggiunti.

Il percorso di team training si sviluppa in 4 momenti chiave:

  • 01

    Kick off meeting: introduzione al percorso e definizione degli obiettivi del team.

  • 02

    Questionari di analisi: compilazione autonoma dei test di assessment da parte di ogni partecipante.

  • 03

    Colloquio con il team leader: approfondimento dei risultati per individuare leve e freni nella performance collettiva.

  • 04

    Workshop e debrief collettivo: due giornate di lavoro intenso, in cui il team traduce gli insight in azioni concrete.

Prevenzione vs. Ristrutturazione: il valore della diagnosi.

È sempre preferibile lavorare su team “in salute” per prevenire problemi, piuttosto che quando le dinamiche sono già deteriorate.

  • Lavorare sulla motivazione (Prevenzione): Come ricorda Maria Cecchin, “uno dei workshop realizzati nel corso di un Team Booster è stato un laboratorio sulle Riunioni Delegate (metodologia di gestione efficace delle riunioni di Alain Cardon) per imparare a gestire le riunioni efficacemente, coinvolgendo tutte le persone e rendendole parti attive. Nel momento di follow up dopo 6 mesi, le persone mi hanno parlato di una maggiore motivazione, maggiore coinvolgimento e una maggiore volontà di essere presenti in ufficio, pur mantenendo sempre alcuni giorni di lavoro da remoto. La conferma che il percorso aveva funzionato”.

  • Intervenire su dinamiche compromesse (Ristrutturazione):
    Un altro esempio è il lavoro fatto presso un’azienda metalmeccanica, nella quale la situazione era già molto delicata: un team in cui erano presenti tensioni causate da dinamiche di potere, invidie e gelosie. In questo caso, l’attività più utile è stata dare un metodo per imparare a comunicare il disagio e il dissenso, ossia la comunicazione assertiva. Unita a degli assessment individuali, che hanno fatto emergere delle richieste, a cui è seguita la riorganizzazione del team, con il raggiungimento del benessere per tutti. La ristrutturazione del gruppo con decisioni di mobilità interna è un provvedimento estremo, ma che a volte può capitare, se la situazione è già compromessa.

L'importanza della prevenzione è la lezione fondamentale anche nelle dinamiche dei gruppi di lavoro.

Dalle soft skill all’intelligenza collettiva.

Quindi, cos'è il vero Team Building?

Le soft skill sono l’origine di ogni processo di collaborazione efficace.
E quando diventano patrimonio condiviso, evolvono in intelligenza collettiva: la capacità del gruppo di pensare, decidere e agire come un unico organismo, armonizzando diversità e potenzialità.

Come sottolinea ancora Maria Cecchin, un team davvero performante non nasce dall’allineamento tecnico, ma dalla maturità relazionale e comportamentale delle persone che lo compongono.
Allenare queste dimensioni, con metodo, costanza e strumenti predittivi, significa costruire team consapevoli, capaci di valorizzare le proprie risorse e affrontare insieme le sfide complesse del lavoro.

Il vero team building è un allenamento continuo, un percorso di crescita collettiva in cui competenze trasversali e comportamenti collaborativi diventano leve strategiche di performance.

Fai diventare il tuo team più coeso, efficace e consapevole.

Scopri il modello Team Booster e inizia ad allenare le soft skill che fanno crescere la tua squadra.

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